11 sintomi di disbiosi che molti trascurano
- dietistalugli
- 2 set 2024
- Tempo di lettura: 2 min

La disbiosi non dà necessariamente disturbi digestivi (che immediatamente portano l’attenzione sul microbiota colonico), ma anche sintomi molto diversi che è importante imparare a riconoscere. Eccone alcuni per i quali c'è letteratura scientifica e che spesso riscontro nei miei pazienti:
1) Senso di stanchezza cronica
2) Cistiti, candidosi, infezioni delle vie urinarie
3) Dermatiti o acne
4) Difficoltà a raggiungere il peso ideale
5) Infiammazione a tendini o articolazioni, dolori muscolari cronici
6) Frequenti virosi - raffreddori, tosse, influenze (anche nei sintomi del Covid19 il microbiota ha un ruolo importante)
7) afte o mucositi orali
8) ansia e stress, sbalzi d’umore, insonnia
9) allergie e intolleranze
10) diminuzione della libido
11) per le femmine: ciclo irregolare e/o doloroso
Tutti questi sono sintomi di DISBIOSI, ovvero di squilibrio dell’organo che sta al centro dell’organismo: il microbiota intestinale.
Sarebbe un discorso lungo e ogni disbiosi è diversa dall’altra, ma tutte hanno in comune un’alterata produzione di composti chimici essenziali per la nostra omeostasi (equilibrio e funzionamento corretto dei diversi apparati).
E’ come se il sistema operativo del PC avesse dei bug, insomma.
Per questo è fondamentale valutare come l’attività metabolica del microbiota è coinvolta in un sintomo/disturbo e intervenire di conseguenza.
Come fare un debug al PC insomma.
Solo 3 esempi?
- Un’eccessiva produzione di TMAO è implicata nei problemi cardiovascolari (come e più del colesterolo!).
- Squilibri nel testoboloma o nell’estroboloma portano a squilibri ormonali, con tutto ciò che ne consegue.
- La carenza di alcuni ceppi che le producono porta a carenza di vitamine essenziali.
Quindi, intervenendo sulle componenti microbiche responsabili si può ottenere un miglioramento del sintomo e/o una riduzione del rischio.
E come si interviene?

E’ fondamentale sapere di cosa “vanno ghiotti” i vari taxa batterici e agire di conseguenza.
A seconda dei substrati che si “somministrano” al microbiota, con la dieta o l’assunzione orale di composti naturali e di sintesi, si innescano differenti circuiti metabolici.
In altre parole, occorre valutare a livello sistemico su quali aspetti il microbiota sta proteggendo o concorrendo ad un’alterazione e interpretare il quadro al netto della sintomatologia e della storia del soggetto.
E' poi necessario predisporre una strategia nutrizionale e nutraceutica, che deve prendere le mosse da un’adeguata conoscenza dei metabolismi dei vari taxa batterici.

Oggi sappiamo che rimettere in equilibrio il microbiota protegge da un’infinità di patologie.
Per questo è importante utilizzare un protocollo specifico che moduli la nutrizione sulla base del PROPRIO microbiota, che per ognuno di noi è unico al mondo.
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